Il dialetto algherese
Alghero, detta non a caso la "Barceloneta sarda", porta profondi segni della lunga colonizzazione spagnola nella lingua in primis, ma anche nell'architettura, nella cucina e nelle tradizioni.
Nonostante gli Algheresi siano ormai in gran parte di origine sarda, il 22,4% della popolazione parla la lingua catalana, e ben il 65% la comprende.
Alghero è infatti un'isola linguistica del catalano, che, nella variante algherese, è stata riconosciuta dall'Italia come lingua minoritaria e che il Comune di Alghero, in accordo con le politiche dell'Unione Europea e della Repubblica Italiana, nonché della Regione Autonoma della Sardegna in fatto di salvaguardia e valorizzazione delle realtà linguistiche locali, ha deciso di adottare quale lingua ufficiale, insieme all'italiano. Tutti gli atti pubblici sono infatti redatti sia in italiano che in catalano, e il sito istituzionale del comune è consultabile in versione bilingue.
Comunque, oltre all'italiano e al catalano, buona parte della popolazione algherese parla la lingua sarda, soprattutto nella variante logudorese, e il dialetto sassarese. Storicamente infatti l'uso del catalano era limitato alla città dentro le mura e a parte della costa, mentre la campagna è sempre stato logudoresofona.
Per tutelare e cercare di mantenere in vita questo dialetto, sono state attuate varie iniziative, come l'insegnamento dell'algherese nelle scuole primarie, oltre a quello gratuito per i privati cittadini che desiderino impararlo. Esistono inoltre iniziative editoriali, come periodici e quotidiani on-line scritti in algherese.
La città è anche sede istituzionale di una delegazione del governo della Catalogna.
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