Sant'Antioco (CI)
L'isola di Sant'Antioco si trova a Sud Ovest della Sardegna, fa parte dell'arcipelago sulcitano isieme all'isola di San Pietro ed è unita all'isola madre da un istmo artificiale lungo circa 3 Km. Sin dall'epoca romana esisteva un ponte ad arcate che lo collegava con il resto dell'isola, di cui rimangono solo pochi resti. È l'isola più grande delle isole minori intorno alla Sardegna. Nell'isola sono presenti due centri abitati, Sant'Antioco e Calasetta ed altri insediamenti minori per lo più centri a carattere balneare (Maladroxia e Cussorgia).
Eccetto i centri principali, il territorio è in larga parte disabitato, con poche case sparse nelle campagne. Esistono spazi intatti, angoli costieri incontaminati, lunghi tratti costieri non percorsi da strade, raggiungibili solo in barca o con escursioni a piedi o in mountain bike. Al contempo una buona rete stradale permette di raggiungere con facilità tutte le più importanti località balneari e dell'interno.
Il territorio è particolarmente ricco di testimonianze archeologiche. Sono presenti sull'isola testimonianze del periodo preistorico, come le domus de janas, e del periodo nuragico si contano una trentina di nuraghi. Il centro abitato di Sant'Antioco, da cui il nome dell'isola, si estende dal mare, dove si trova il porticciolo turistico, alla collina.
Fondata dai Fenici nell VIII secolo a.C. con il nome di Sulki, fu una delle città più importanti del Mediterraneo, dal cui porto transitavano i minerali, oro compreso, estratti nell'Iglesiente. Non lontano dall'abitato è visitabile il Tophet, un cimitero fenicio dedicato ai bambini.
Successivamente Sulki venne sottomessa dai Punici che ne sfruttarono attivamente tutte le risorse. Si vedono ancora alcuni resti della cinta muraria che edificarono e di una vasta necropoli, con tombe prevalentemente sotterranee, raggiungibili tramite scalinate scavate nella roccia, che occupa l'intero colle e sopra cui fu impiantata la necropoli romana.
In età cristiana fu realizzato il cimitero ipogeico, l'unico in Sardegna per il quale si possa parlare di catacombe. Sul fianco sinistro di una piazza sul punto più alto del paese, sorge la chiesa di Sant'Antioco, sotto la quale si trovano le catacombe. Molti reperti fenici e punici sono conservati nel museo archeologico.
Durante il periodo romano Sant'Antioco si espanse molto. Sono tanti i segni della dominazione romana, come pavimenti a mosaico, statue, un mausoleo, i resti di un anfiteatro. Ben visibile all'ingresso del paese è il ponte romano che collegava la città al resto della Sardegna. Durante i giorni di bassa marea, si intravedono i resti di una strada romana. Alla fine del corso principale, al centro di una piazza si trova una fontana di origine romana, anche se la parte risalente a tale periodo si trova al di sotto del piano della piazza.
A più riprese Sant'Antioco subì incursioni arabe. Da questo momento iniziò una lunghissima crisi, un periodo di spopolamento e abbandono che attraversò i secoli. Una ripresa si ebbe solo con i Savoia e la nascita del Regno sardo nel '700. Si rilanciò Sant'Antioco e nacque Calasetta. Si può visitare il forte Sabaudo che si erge su un'emergenza rocciosa vulcanica da cui si gode un meravigliosa visuale del golfo di Palmas.
Sant'Antioco offre tante spiagge tutte con fondali cristallini e puliti, ideali anche per immersioni e pesca subacquea. Ci sono spiagge di sabbia finissima come Coaquaddus, Maladroxia. Altre con sabbia e ciottoli insieme come Portixeddu e Turri o di sabbia più grossa come Cala Sapone. Alcune zone sono caratterizzate da scogliere al naturale, come Is Praneddas, Cala della Signora, Cala Grotta. Per apprezzare alcune spiagge bisogna raggiungerle in barca, come Portu Sciusciau, con un grande arco naturale.
A Sant'Antioco sono presenti alcune zone umide di interesse comunitario (SIC). Is pruinis e gli Stagni delle saline costituiscono un unico ecosistema, caratterizzato da zone umide litoranee. Qui sostano e nidificano numerose specie di uccelli stanziali e migratori: fenicottero rosa, avocetta, airone cenerino, folaga, garzetta, cavaliere d'Italia.
Nel paese inoltre è presente l'unica tessitrice al mondo di Bisso, la bava della più grande bivalve del Mediterraneo, da cui si deriva un filamento che poi viene tessuto.
Per maggiori informazioni:
Comune di Sant'Antioco
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Sant'Antioco (CI)
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